Jenna Sutela. nimiia cétiï
- @ Laboratorio didattico del Distretto Navile
video in HD, colore, suono, 12 min 02 sec
Le opere di Jenna Sutela indagano i sistemi aperti, dalla biologia all’informatica, per sondare il rapporto tra coscienza e mondo fisico. Attivando scambi tra agenti organici e tecnologici come batteri e computer, l’artista rintraccia schemi, segni e significati in ciò che può sembrare casuale o caotico. Sutela attiva processi che coinvolgono forme di intelligenza più-che-umane per mostrare i loro modi specifici di organizzarsi, interagire e comunicare su scale microbiche e cosmiche.
Il video nimiia cétiï documenta l’attività di un computer che osserva delle riprese di alcuni batteri estremofili al microscopio. Interpretando i movimenti del Bacillus subtilis, il computer genera uno script che somiglia a una calligrafia indecifrabile.
Una rete neurale programmata con la voce dell’artista esamina ogni fotogramma e lo associa a un breve
tratto sonoro, generando una traccia audio che riecheggia la registrazione di un’antica lingua marziana. Questo sistema linguistico trae ispirazione dalle sedute della medium svizzera di lingua francese Hélène Smith, la quale verso la fine dell’Ottocento sosteneva di poter comunicare con i marziani.
Vocalizzando sillabe simili a parole ma prive di significato comprensibile e mostrando testi scritti in un alfabeto sinuoso e illeggibile, Smith è descritta come uno dei primi casi documentati di glossolalia, cioè la capacità parlare in lingue misteriose. In quest’opera la macchina intelligente è rappresentata come una medium che intercetta e veicola il linguaggio dei batteri durante una seduta spiritica.
I batteri estremofili possono essere considerati ad oggi gli esseri che più si avvicinano ai marziani, perché in seguito agli ultimi esperimenti di volo spaziale sembra che possano sopravvivere sul pianeta rosso.
Secondo la teoria della Panspermia, inoltre, la vita è presente in tutto l’universo, e viene disseminata da
microrganismi come il Bacillus subtilis che la trasportano in tutto lo spazio per mezzo di corpi celesti e navicelle spaziali. Questi “alieni” abitano anche l’intestino umano e contribuiscono alla nostra salute e al nostro benessere, arrivando addirittura a influenzare i nostri pensieri e le nostre emozioni.
Si potrebbe quasi dire che ci rendono ciò che siamo e che parlano attraverso di noi. Rivolgendosi a diverse
discipline scientifiche e a speculazioni teoriche, nimiia cétiï connette mondi apparentemente lontani e mette
in mostra le forme di conoscenza incarnata proprie a tutti gli attori coinvolti nel processo.
A Bologna l’opera è presentata all’interno di un ambiente immersivo che evoca la presenza di forme di intelligenza altre, forse extraterrestri. È come se i batteri-marziani avessero manipolato i circuiti tecnici del laboratorio didattico nel tentativo di stabilire un canale di contatto con noi.
Orari di apertura:
giovedì 5, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 febbraio h 10-19