Special Projects

Nora Turato. To the Best of My Knowledge

  • @ Aula Magna della Biblioteca Universitaria
dal 5 al 8 febbraio 2026
copertina di Nora Turato. To the Best of My Knowledge

durational performance e installazione sonora ambientale

La ricerca di Nora Turato indaga l’esperienza collettiva del flusso incessante di informazioni che  caratterizza la contemporaneità. Attraverso una pratica che sfrutta la natura effimera, mutevole e performativa del linguaggio, l’artista articola performance, video e opere testuali e grafiche in cui la parola diventa materia plastica, sonora e concettuale.

In occasione di ART CITY Bologna, Turato sviluppa una nuova commissione site-specific per gli spazi
della Biblioteca Universitaria BUB, presentando una performance e un intervento sonoro ambientale. Intitolata
To the Best of My Knowledge, l’opera propone una concezione imperfetta ed “economica” del sapere, in dialogo
critico con la sovrabbondanza di dati e l’illusorio senso di affidabilità dei contenuti digitali. Guardando alla trasformazione della comunicazione interpersonale e delle nostre abilità cognitive in un’epoca segnata dalla crescente interazione tra esseri umani e intelligenze artificiali, Turato sviluppa una prassi disalienata che valorizza la misura concreta e limitata della memoria individuale.

Al centro del progetto è il concetto di “grounding” – letteralmente radicare, toccare terra – inteso come processo di conoscenza che richiama la necessità di un ritorno a un’esperienza sensibile, incarnata ed erotica del sapere e del linguaggio. Utilizzato anche nell’ambito del machine learning per indicare la verifica e l’ancoraggio delle informazioni al reale, il termine “grounding” assume qui una valenza più esperienziale che cognitiva: un invito a riconnettersi al presente, al qui e ora dell’esperienza corporea
e relazionale della comunicazione. Nella performance, voce, movimento e respiro si intrecciano in una
composizione in cui il parlato dialoga con il colpo secco dei piedi sul pavimento, gesto percussivo che
diventa parte integrante della partitura. Come a sondare un’origine prelinguistica e fisiologica del linguaggio, l’azione si concentra sulla ricerca di un punto di aggancio alla realtà tangibile che diventa anche terreno comune e translinguistico. Ciò che il corpo comunica, prima o mentre parla, riecheggia un’epoca lontana: l’età degli Dei evocata dal filosofo Giambattista Vico, riferimento per l’artista. In questo tempo mitico la lingua è ancora muta e si esprime attraverso gesti, immagini, espressioni e mimiche, costituendo un
grado primordiale di comunicazione in cui Vico individua la vera radice poetica del linguaggio.

Turato si riappropria così di una dimensione linguistica che riconosce nel corpo lo strumento attraverso cui
incrinare cliché comunicativi e formule preconfezionate, e restituire alla parola la sua dimensione corporea, lirica e vitale.

Orari della performance:

giovedì 5, venenrdì 6,sabato 7 e domenica 8 febbraio h 16.30 - 18.30


Orari di apertura della Biblioteca Universitaria:

giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio h 10-19

sabato 7 febbraio h 10-23